|
La più piccola tra le isole della Grande Sonda
Un tour dell'Indonesia inizia quasi sempre all'aeroporto di Jakarta. Giava è la più piccola tra le isole della Grande Sonda, ma anche la più densamente popolata, con i tipici paesaggi delle campagne, le risaie, i piccoli villaggi fatti di casette di legno, e le più importanti costruzioni che denotano (qui dove le arti raggiunsero un'eccezionale raffinatezza) l'influenza delle culture indù e buddhista.
Jakarta (l'ex-capitale coloniale olandese Batavia) si presenta come una tipica megalopoli del terzo mondo: 9 milioni di abitanti, caldo, gran confusione, aspetti sconvolgenti e contraddittori di vitalità, colore e miseria.
I mezzi urbani sono tutt'altro che favolosi, ma consentono di muoversi agevolmente nelle zone di un qualche interesse turistico: il cuore coloniale dell'antica Batavia, con la piazza principale e il Museo Wayang (molto interessanti le collezioni di marionette e maschere), poi la zona pittoresca del vecchio porto e, nei pressi, il quartiere cinese di Glodok e il mercato del pesce (Pasar Ikan), la zona di Gambir (con le ambasciate e i ministeri), il quartiere arabo Krukut, quello malese Kampung Malayn, i canali e i tetti rossi del vecchio quartiere olandese, e infine il centro-città vero e proprio, intorno a piazza della Libertà, la via principale (Gajah Mada), l'enorme moschea di Istiqlal e le notevoli sezioni archeo-etnologiche del Museo Nazionale. Dalla capitale, con tre ore di battello ci si può guadagnare un posticino al sole in quel vero paradiso terrestre che sono le isolette Seribu (palme, barriere coralline, bungalow) oppure ci si può dirigere (in bus, taxi o treno) verso Yogyakarta e i principali complessi templari: Prambanan, Borobudur e Dieng.
|